domenica 6 dicembre 2009

Ancora Rist...



Pipilotti Rist- Lullaby 2002

L'arte contemporanea, le donne-artiste e le nuove tecnologie

Dalla fine degli anni '90 le artiste hanno avuto grande successo nell'impiego dei mezzi digitali e di Internet.
I colorati video di Pipilotti Rist, che vengono ora mostrati nel blog, utilizzando un sintetizzatore, un amplificatore e il programma Avid, ne sono un esempio; come pure le foto di Lynn Hershman, pioniere dell'arte mediale e delle installazioni interattive, con la sua "CyberRoberta".
Per la prima artista potremmo certo parlare di Video pop fortemente suggestivi, lavori interdisciplinari che mescolano musica e immagini, una personalità colta e di spirito unita ad un'immagine camaleontica. Filmati spesso modificati al computer che mostrano un carattere spiccatamente sensuale che rifugge tanto la fredda oggettività quanto l'arido intellettualismo. L'armoniosa combinazione di musica soft e di immagini oniriche penetra nel subconscio di noi spettatori tanto da immergerci in una sorta di dimensione fantastica popolata di oggetti e soggetti quotidiani, emblematici della civiltà contemporanea. Si tratta, spesso, di racconti privi di inzio e fine cui Rist da forma attraverso il metodo della libera associazione, rinunciando a qualsiasi linearità narrativa.
Per Lynn Hershman, invece, i motivi chiave della sua opera risiedono nell'attenzione alle peculiarità dell'identità femminile, nella narrazione di biografie che presentano finzione e realtà come elementi inseparabili del racconto, ed infine nell'analisi delle implicazioni voyeristiche del mezzo adottato. Di tali caratteristiche si trova traccia nei suoi film, nei video e nelle fotografie, dalle prime opere fino alle identità cibernetiche delle installazioni interattive e dei progetti per Internet.
Hershman, inoltre, ha sempre considerato la partecipazione dello spettatore come parte integrante del processo artistico. Dall'idea di interazione è nato, infatti, il personaggio fittizio Roberta Breitmore, una donna single sui trent'anni, che possiede una carta di credito, un appartamento e un preciso modo di vestire. Col passare del tempo l'artista si è calata spesso in questo ruolo, vivendo molte avventure, ricevendo lettere (dai suoi fans), lasciando dietro di sè materiali documentari vari. Gli elementi biografici, così, si sono intrecciati con le riflessioni sul mezzo espressivo utilizzato (video, fotografia), tanto da poter affermare: "I video e i sistemi interattivi sono diventati lo strumento più adatto a seguire le tracce di una storia personale. Questo mi è servito a trovare il mio vero posto nel contesto culturale".
Testo fondamentale: Le Donne e l'arte, le donne e l'arte nel XX e nel XXI secolo, a cura di Uta Grosenick, Taschen, Colonia, 2001;

martedì 1 dicembre 2009

Barbara Hepworth

ritorno ....dopo una breve latitanza

eccomi..dopo alcuni giorni di latitanza (forzata) sono tornata!
Più agguerrita che mai sono pronta a cercare, in ogni modo, di farvi amare (almeno un pò) la Storia dell'Arte Contemporanea.
Per fare ciò mi avvarrò di alcuni interessanti e delucidanti spunti che il celebre critico Gillo Dorfles, mi ha (suo malgrado) fornito tra le righe del testo "Ultime tendenze nell' arte d'oggi".
Le sue parole hanno una forza strana: hanno la gioventù di chi ancora ama giocare con l'arte e la saggezza di un anziano signore della cultura.
La nostra è un'epoca ricca di impulsi artistici; certo non meno di quelle che l'hanno preceduta. Il fatto che tali impulsi non sempre siano coordinati, e non siano regolati da un principio unitario non deve far specie: la nostra società e condizionata da una situazione del tutto particolare, dovuta, da un lato, all'avvento della macchina ed alla situazione consumistica che da questa discende; dall'altro, alla velocità dell'informazione, pure questa (se vogliamo) origine della macchinazione dei mezzi comunicativi. Si aggiunga a ciò la presenza d'una commercializzazione di taluni valori che agisce talvota in maniera positiva ma il più delle volte in maniera del tutto negativa; dando forza e vigore a esperimenti epidermici e velleitari e non permettendo un evolvere autonomo di esperinze vitali, svincolate dall'elemento economico e commerciale.
Non si può quindi che auspicare l'avvento di quel tipo di società di cui ora possediamo soltanto un'immagine utopica, ma che certamente ci permetterebbe di veder fiorire opere a un tempo esteticamente pregnanti e universalmente accessibili; dove i contrasti talori evidenti verrebbero probalimente a cessare .
In attesa che si verifichi un così improbabile futuro, accontentiamoci almeno di osservare, con interesse e con obiettività, quanto viene prodotto attorno a noi, cercando di individuare quel poco o molto di positivo che il panorama artistico attuale, nonostante tutto, ancora è in grado di offrirci.
Per questo, nel mio blog, ora passerò alla presentazione e selezione di artisti che in tal senso sono da considerarsi esemplari: Barbara Hepworth e Jenny Holzer.
Testo interessante: Gillo Dorfles, "Horror Pleni- La (in) civiltà del rumore", Castelvecchi Editore, 2008;

venerdì 27 novembre 2009